“ULTIMO FRAME”

Immagine statica con bordatura

13 marzo – 9 maggio 2026

Inaugurazione venerdì 13 marzo ore 18

Lodi – Via San Fereolo 24

Orari: Giovedì e sabato 15.00 – 19.00

Edi Balla – Christian Balzano – Valentina D’Amaro – Alex Folla – Daniele Galliano – Emanuele Giuffrida – Giovanni Iudice – Paolo Maggis – Barbara Nahmad – Michele Parisi – Alina Petre – Walter Trecchi – Oxana Tregubova

 

La pittura contemporanea si presenta oggi come un campo aperto, plurale, attraversato da linguaggi, materiali e attitudini che ne mettono costantemente in discussione i confini. Mezzo tra i più antichi praticati dall’uomo, la pittura ha dimostrato nel tempo una straordinaria capacità di trasformazione, sopravvivendo alle profezie di esaurimento e reinventandosi in dialogo con i mutamenti culturali, tecnologici e sociali. Ma dove è giunta oggi la pittura? Quali forme assume, quali domande solleva, quali possibilità apre nel presente? Questa esposizione nasce come una nuova occasione di osservazione e confronto, una seconda indagine che si pone in continuità con una prima esperienza avviata cinque anni fa. La pittura qui non è intesa come linguaggio unitario, ma come territorio di attraversamento: immagine e gesto, superficie e materia, figurazione ed evocazione, tradizione e sperimentazione convivono senza gerarchie prestabilite. In alcuni casi il quadro si afferma come spazio autonomo e contemplativo; in altri entra in relazione con l’installazione, la fotografia, il segno digitale, assumendo forme ibride e porose. Ciò che accomuna queste esperienze è la consapevolezza del fare pittorico come atto ancora necessario, capace di rallentare lo sguardo e di restituire complessità all’esperienza visiva. La pittura diventa così luogo di resistenza alla velocità dell’immagine contemporanea, ma anche strumento critico, sensibile alle tensioni del presente. Il titolo Ultimo Frame richiama una dimensione temporale sospesa, propria della pittura, che attraverso un’immagine fissa è capace di contenere e generare molteplici narrazioni. Come un fotogramma isolato dal flusso, il dipinto trattiene un istante e, proprio per questo, lo carica di possibilità: ciò che è accaduto prima e ciò che potrebbe accadere dopo restano affidati allo sguardo di chi osserva. In un tempo dominato dalla sequenza, dalla velocità e dalla continua produzione di immagini, la pittura rivendica la forza dell’immobilità. La pittura, oggi come ieri, continua così a offrire spazi di immaginazione e di racconto silenzioso, dimostrando come un’immagine ferma possa ancora generare storie, memorie e visioni, resistendo all’oblio dell’istantaneo e riaffermando il valore dell’esperienza lenta e contemplativa. Questa seconda indagine, che presenta il lavoro 13 artisti, diversi per ricerca, generazione e stile, non intende offrire risposte definitive, ma piuttosto tracciare una porzione di mappa provvisoria, aperta, in cui la pittura si manifesta come linguaggio vivo, ancora in grado di interrogare il nostro tempo e di reinventare sé stessa.

La mostra si è potuta realizzare grazie alla collaborazione con la Galleria Federico Rui e alle preziose indicazioni di Susanna Ravelli, che ringraziamo di cuore.

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